.

   indice   |   la seconda edizione   |   il programma   |   altre iniziative   |   i poeti ospiti   |   ringraziamenti

..........

..........

Ci si chiede spesso cosa sia oggi la poesia. Quale energia sappia generare, quale interesse sappia infondere nei lettori e in quella parte della cittadinanza attenta alle nuove forme di espressione siano esse letterarie o artistiche. E’ nota la difficoltà che la poesia contemporanea incontra a penetrare il muro del silenzio, quel muro che divide tutto ciò che l’uomo sa creare e comunicare da tutto ciò che invece resta sulla carta in forma di potenza, o detta in maniera meno aulica, da tutto ciò che resta nei cassetti, che non trova una sua forma compiuta ed una via valida di trasmissione. Molto spesso il poeta contemporaneo vive la frustrazione dell’esilio, dell’emarginazione, dell’indifferenza, come se ciò che scrivesse e depositasse nel mondo nascesse senza fiato, senza la sufficiente capacità di essere recepito e condiviso. L’Associazione Torino Poesia è nata nella primavera del 2006 per dare scacco a questa marginalizzazione della poesia torinese, una poesia viva, che non si limita al solo nome di Guido Gozzano studiato sui banchi di scuola, poeta che (ovviamente) noi ammiriamo e amiamo. La poesia è una delle vene espressive maggiormente presenti in città, attraversa l’intero Novecento e sta vivendo un periodo di intensa rinascita in questo primo scorcio di secolo. Evidentemente gli inizi di secolo fanno bene alla vita culturale di Torino.

La seconda edizione del Festival Torino Poesia si pone due obiettivi principali: consentire un incontro fra le diverse generazioni di poeti che oggi abitano la città, l’area urbana e metropolitana, e lanciare la generazione più giovane e dinamica. Per questa ragione abbiamo coinvolto figure “storiche” quali Giorgio Bàrberi Squarotti, Augusto Blotto, Emilio Jona, Giorgio Luzzi, per questa ragione parleremo di Gian Piero Bona e Guido Ceronetti, per questa ragione abbiamo coinvolto poeti quali Mario Baudino, Roberto Rossi Precerutti, Dario Capello, Valeria Rossella, Carlo Molinaro, Mauro Ferrari, per questo insistiamo sui più giovani Susanna Piano, Luca Ragagnin, Valentino Fossati, Riccardo Olivieri, Guido Catalano, Tiziana Catenazzo. Capitalizzare le esperienze poetiche e individuali, personali, è quanto di più importante, di più opportuno e di più urgente ci sembra di dover fare. Recepire le eredità del Novecento, afferrare con vigore il testimone di un’arte che oggi attraversa molte insidie, la prima delle quali è certamente la volontà di fare della poesia della non poesia, piuttosto una miscela che sa di televisione in versi, una Mtv di chi non scrive romanzi e neppure teatro. Ma non bisogna cedere ai ricatti della popolarità, dell’evidenza a tutti i costi, della spettacolarizzazione forzata che pare oramai fare la differenza fra ciò che riesce e ciò che non riesce, fra ciò che avanza e ciò che muore in principio. Ovviamente noi siamo i primi a interrogarci su cosa sia e cosa possa essere la poesia: l’unica risposta sensata ci sembra per l’appunto materia in cerca di definizione; un caleidoscopio di forme, ma infine, pur sempre poesia. E qui torniamo agli antichi, le cui voci continuano ad attraversarci e a fertilizzare il nostro pensiero: poesìa conduce a poèma che deriva dal greco poiema (creazione), dal verbo poiéo (io creo). L’orgoglio della poesia e dei poeti nasce dalla piena coscienza di quello che la poesia è stata, dai numeri che storicamente la poesia in età moderna ha saputo azionare: «La poesia la leggono gli amanti della poesia / e l’ascoltano i pochi altri che quei trascinano in un caffè / o alla biblioteca di quartiere per una lettura bifocale» scrive l’australiano Les Murray - in odore di Nobel - nella poesia Lo strumento; «Perché scrivere poesia?» si chiede, «Per lavorare sempre oltre il limite della tua intelligenza» si risponde, per inseguire un’ossessione, una passione, una ricerca stilistica e braccare certi sogni, certi fantasmi, toccare determinate forme. Ed infine «Essere tragici con un libro sulla testa».

La promozione del nuovo a Torino rappresenta il secondo cardine dell’azione del Festival Torino Poesia e dell’intera attività annuale della nostra associazione; per questa ragione collaboriamo con la rete delle Biblioteche civiche, con i soggetti che in città, in provincia ed in regione operano per valorizzare la poesia contemporanea formalizzando il Polo Piemontese per la Poesia. E’ infatti tangibile l’esistenza di una vera e propria nouvelle vague della poesia, un movimento magmatico a cui Torino Poesia tenta di dare forma pubblicando le Edizioni Torino Poesia, volumi presentati alla XX Fiera del Libro di Torino ed al XIII Festival Internazionale di Poesia di Genova, alla IV Fiera della Parola dell’Archivio Storico Olivetti di Ivrea, alla I Fiera dell’Editoria di Poesia a Pozzolo Formigaro. Ultimo tassello di questa attività editoriale è la nuova antologia di dieci giovani poeti, Le carte tatuate, presentata in anteprima proprio durante il Festival.

Tiziano Fratus

..........

   
   blog torino poesia   |   radio catrame 19   |   info@torinopoesia.org
 

torino poesia © 2007