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Ugo Ceria è nato a Vercelli nel 1970. Nel 1989 si laurea a Milano in Lettere Moderne. Nel 1992 si trasferisce a Parigi per specializzarsi in sociologia all'Università della Sorbona. In qualità di sociologo ha collaborato con il Centre d'Etudes sur l'Actuel et le Quotidien (CEAQ) diretto da Michel Maffesoli e ha scritto saggi e articoli per riviste come «Sociétes», «Cultures en Mouvement» e «Citizen K». A Parigi inizia a lavorare in pubblicità come strategic planner internazionale dell'agenzia TBWA. Nel 1997 si trasferisce a Madrid, dove lavora attualmente come direttore generale delle strategie dell'agenzia JWT DELVICO, collaborando con riviste del settore, partecipando a convegni e tenendo lezioni e seminari in università spagnole. Ha partecipato all'antologia Pollockiana curata da Francesca Tini Brunozzi (Edizioni Torino Poesia, 2008).
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..................... «Che cos'è una vita se non un viaggio, contrassegnato dalle stazioni, dalle pause, dai (rari) momenti in cui il terreno sembra offrirsi a quelle radici che a un certo punto ci sono necessarie [...] Colpisce l'uso della metafora che s'impasta alle potenti immagini evocate nei versi, per dare infine vita a una poesia epidermica, scritta sulla pelle, indossata sotto gli abiti» (Giancarlo Mercadante, La Stampa) ..................... ..................... ( Da Il cartografo, Manifattura Torino Poesia, Torino, 2009 ) ..................... ..................... Il cartografo ..................... La giusta misura, la scala governa questi segni sopra il foglio strade senza persone città che hanno perduto il movimento. ..................... È un esercizio sterile un tentativo di armonia terrestre cercare di ficcare l’infinito in una paginetta di quaderno trafiggere farfalle in punta di compasso. ..................... Non credo che le carte che ho tracciato potranno mai servire a nessun viaggio o restituire viaggi già trascorsi eppure il parallasse, le perpendicolari la proiezione dalla sfera al piano gli stereogrammi, le tinte altimetriche ..................... mettono un poco d’ordine nel mondo. ..................... ..................... ..................... |
© 2006-2010