Valentina Diana è nata nel 1968 a Torino. Si è diplomata come attrice presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, da allora ha lavorato e continua a lavorare in teatro nelle più svariate forme, sempre ripromettendosi di smettere. Ha ideato e scritto (con Carlo G. Gabardini e Lorenzo Fontana) Laundrette Soap, sit-com teatrale in sei puntate per la città di Torino, ha scritto e realizzato Corvi, cortometraggio teatrale per ventisei corvi parlanti; i testi: Studio per 'gerbilli', 56-32-104, Via Serived non esiste e (con Paolo Bignamini, Tiziano Fratus e Gian Maria Cervo) V, prodotto dal Teatro Stabile di Torino. La sua prima raccolta di poesie è Tre ore di notte e un pezzo del mattino (Edizioni Torino Poesia, 2007) da cui diverse poesie sono state tradotte e pubblicate in rivista in Francia, Polonia e Portogallo. La sua poesia è stata tradotta in francese da Hélène Leng e pubblicata nell'antologia Poesie mormorate lungo la riva del Po. Sei Poeti di Torino Poesia (Edizioni Le Ricerche, Losone, 2008) ed in lingua inglese da Gail MacDowell per il volume Double Skin. New Poetry Voices from Italy and Singapore (Ethos Books, Singapore, 2009).

Nel 2010 esce una sua conversazione nel volume Il mulo è scettico per natura, mentre la sua poesia è in corso di traduzione e sarà pubblicata in volumi dedicati alla nuova poesia italiana in Canada e Viet Nam. Sue poesie tradotte in inglese sono pubblicate sulle pagine della rivista indiana «Kritya. A Journal of Poetry». E' in uscita la nuova raccolta di poesie, La palestra della felicità

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scheda volume

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«Teatrabile la poesia di Valentina Diana, che è fatta di colloquialità, come se i movimenti dei suoi versi inseguissero i movimenti spontanei del cuore e della mente» (Giovanni Tesio - TorinoSette, La Stampa)

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«Valigetta da viaggio, astuccio dei trucchi, piccolo apparato portatile di pronto soccorso [...] Una coscienza sempre eccitata del contorno o contesto generale che produce ininterrotti giochi d'intelligenza, paradossi, schegge di quotidianità, lucidità diffusa, provocazioni affettive. Ci troviamo dunque in presenza di una rappresentazione incessante; il cosiddetto - dopo Freud - romanzo familiare sembra accamparsi alle spalle di questa vivace, tenere e ironica, forma di voce scritta» (Giorgio Luzzi)

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«È una “poesia adulta”, questa della Valentina Diana di Tre ore di notte e un pezzo del mattino, una voce pienamente anagrafica, ma filtrata da un lieve ghirigoro votato al recitativo istrionico e beffardo: una raccolta dal tono parfumé di un ludibrio in bianco e nero, amarognolo e distaccato, come d’antan. C’è una venatura di cinismo malcelato di vittimismo, un’intelligenza rara, fervida e penetrante nelle cose come un aculeo da agopuntura [...] Un poeta del Purgatorio» (Maurizio Aleo)

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Due poesie

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Esterni

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D. è fiera dei ciclamini sul balcone

li dispone e con mano frivola, li anima,

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parliamo di fiori

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Sorride – i balconi sono il vestito della casa

la casa il vestito di chi abita la casa.

Ogni mattina ha diverse scelte fare:

davanti allo specchio del suo bagno

un’infinità di composti per la pelle,profumi, lozioni tonici.

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Me li berrei tutti.

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In cucina ci sono le spezie, almeno quindici qualità.

Sul tavolo le bollette e i biglietti dell’autobus usati,

accartocciati. Erano nelle tasche del capotto

che non userà più fino al prossimo inverno.

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Siamo soli al mondo.

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La linfa sale spinta all’estrema punta

e se le foglie degli alberi son verdi in primavera,

è solo il risultato di quello sforzo immane.

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I vestiti che stavano sul letto sono piegati

in ordine sulla sedia.

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Usciamo

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E’ un pomeriggio.

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Qualcuno doveva dirlo
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La tua gabbia è strana
non ci trovo dentro niente
una tua voglia
un tentativo di arraffare qualcosa nello spazio.
Tutto si traduce in compostezza
compostezza
compostezza
che si ripete fino alla fine
della sua eco.
Vorrei prenderti la mano, premerla giù fino a
spezzarne la punta alla matita
e il segno che ne uscirebbe - lo sgorbio,
sarebbe il mio grande regalo.
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Lo sfuggimento
è il segreto di ogni cosa.

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© 2006-2010