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Marzo
2008 - Les Citadelles 13
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EDIZIONI
TORINO POESIA. UN CANTIERE PERMANENTE A FAVORE
DELLA POESIA CONTEMPORANEA Tiziano
Fratus
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Dopo
aver vissuto e lavorato a Venezia e Milano
nella primavera del 2006 sono tornato a vivere
a Torino. Era uno di quei momenti nella vita
di un uomo in cui tutto ciò che si trovava
alle spalle viveva temporaneamente distaccato
e di fronte si aprivano diverse alternative:
cosa fare per vivere, chi essere o chi poter
non essere, ma innanzitutto dove ricominciare.
Torino ai tempi era appena transitata
nell’entusiasmo generato dalle Olimpiadi
invernali, vi avevo vissuto e studiato e anche
lavorato per alcuni anni prima della dipartita
a est. Potevo scegliere di provare a radicarmi
in città-mondo come Roma, o come Milano che
però mi era sembrata troppo costosa e troppo
competitiva per i miei bioritmi, addirittura
pensavo alla Sicilia dove abitano alcuni cari
amici. O alla Romagna, ricca di teatro e di
desiderio per la novità, Ravenna prima di
altre città. Oppure all’estero: Berlino,
Barcellona, New York. Alla fine a Torino
incontravo persone che conoscevo, i luoghi mi
sembravano accoglienti, e la città poteva
essere attraversata in bicicletta. Una
dimensione adatta per curare gli affari e per
vivere senza troppe complicazioni. Conoscendo
poi la mia intolleranza al pressappochismo e
soprattutto alle parole in libertà a cui non
seguono i fatti, comuni nel mondo culturale a
qualsiasi latitudine ma decisamente pressanti
sotto la linea gotica, decisi di restare a
nord, e decisi nuovamente Torino.
L’idea
di un festival dedicato alla poesia a Torino
nacque un pomeriggio passeggiando sul ponte
sopra la Dora (uno dei quattro fiumi che
attraversano e tangono il capoluogo
piemontese). Nell’arco di un mese il
programma della prima esilissima edizione era
pronto e a giugno del 2006 andò in scena con
performance al Teatro della Caduta, proiezioni
di videopoemi, un convegno che coinvolgeva
diverse voci storiche e giovani presso la
Biblioteca Civica Geisser, parte di quel
circuito di Biblioteche Civiche Torinesi con
cui abbiamo stretto una collaborazione
proficua. Il Festival fu innanzitutto un modo
per permettersi di conoscersi a vicenda,
reciprocamente. Non mi aspettavo certo che da
quel punto di partenza si potesse in seguito e
in maniera tanto rapida irradiare un progetto
come quello che oggi è diventato Torino
Poesia, attivo a trecentosessanta gradi,
dall’editoria alla ricerca. Timidamente, nel
2006, stampammo “in casa” due sillogi di
una collana che denominammo «Le vene minori»
fra cui la mia La torsione. 26 poesie
dell’omosessualità in età moderna, che
piacque molto, che funzionò, anche perché
andava a trattare di temi a cui la poesia
italiana non era attualmente molto attenta, le
condizioni dell’omosessualità osservate da
un punto di vista esistenziale e storico. Nel
corso del ‘900 era stato tema attraversato
da diversi poeti di grande importanza come
Sandro Penna, Dario Bellezza, Giovanni Testori
e Pier Paolo Pasolini, ma da un decennio
almeno sembra dimenticato. La silloge venne
presentata al Turin Gay Pride del giugno 2006.
La
seconda silloge, Scontrini di Andrea
Riccardo Filippi, venne presentata in ottobre
durante il Mese della Poesia che celebrammo
alla Libreria Il Tastebook, di fronte alla
stazione dei treni di Porta Nuova. A quel
punto il desiderio di dare vita ad una vera e
propria casa editrice si agitava dentro alcuni
di noi e si formalizzò un gruppo di persone
interessate a dare vita al progetto. Nacque
per poche settimane una prima forma di casa
editrice, che si denominava Pedro Libri, che
però per ragioni che taccio pubblicò un solo
volume – presentato comunque in tutta Italia
– volume che ha costituito il punto di
partenza delle Edizioni Torino Poesia. Le
Edizioni pubblicano i primi due volumi in
marzo del 2007, nella collana «Le vene
maggiori» in seguito ribattezzata
semplicemente «Le Vene», il mio Bacio le
tue cicatrici e Granny Smith di
Luca Ragagnin, figura torinese attiva da
diversi anni nelle diverse forme di scrittura,
dalla poesia alla narrativa, dal teatro alle
canzoni per diversi musicisti (fra i tanti i
Subsonica). A breve seguì l’esordio di una
cara amica che da anni pungolavo con
l’opportunità che raccogliesse in un libro
le sue scritture, Valentina Diana, ottima
attrice e drammaturga con cui avevamo già
lavorato anche per un progetto, Vi,
andato in scena al Teatro Stabile di Torino,
al Festival Tramedautore di Milano e a
Quartieri dell’Arte di Viterbo. Tre ore
di notte e un pezzo del mattino è questo
esordio, un volume che sta raccogliendo
diversi consensi. Nel giugno abbiamo
pubblicato una nuova
e riveduta edizione de Il Molosso,
un ampio poema neomoderno a cui lavoro da
diversi anni, pubblicato primariamente nel
2005 da un editore romano di teatro ma oramai
fuori catalogo (non c’è niente di peggio
che insistere a consegnare nelle mani di chi
non ne vuole sapere un progetto a cui tieni
particolarmente). Per le nostre economie fu un
rischio perché il volume aveva dimensioni
ragguardevoli, 256 pagine, ma le presentazioni
che facemmo a Torino al Circolo dei Lettori e
a Genova al Festival Internazionale di Poesia
diretto da Claudio Pozzani andarono bene, la
critica ne ha parlato, e questo, alla fine è
ciò che conta. Contemporaneamente, uno dei
compiti che Torino Poesia si era assunto fin
dalla fondazione era di sostenere la
divulgazione delle pubblicazioni dei poeti
torinesi nelle librerie del centro della città.
Ora, per chi non è mai stato a Torino, la
città pullula di librerie: se ne sono contate
oltre centocinquanta senza contare i bookstore
quali Mondadori, Feltrinelli e Fnac. Le
Edizioni Torino Poesia sono quindi state
distribuite manualmente in alcune librerie,
una decina, del centro città, molto
frequentate dai giovani, dagli studenti delle
facoltà umanistiche (la sede, Palazzo Nuovo,
è a poca distanza), dalla classe
intellettuale della città. E’ stato un
piacere osservare come le librerie che ci
hanno dato fiducia nel tempo abbiamo avuto e
ci abbiano mostrato un crescente piacere nel
tenere le pubblicazioni. A settembre, in
coincidenza con la prima uscita europea, la
presentazione che abbiamo fatto a Parigi alla
librerie italo-francese La Libreria (Rue
Fbg Poissonnière
89),
abbiamo pubblicato Frau di Francesca
Tini Brunozzi, direttrice della Casa della
Poesia di Vercelli. Per la seconda edizione
del Festival Torino Poesia, svoltasi in
ottobre dal 7 al 13, abbiamo dato alle stampe
un’antologia, a mio parere il modo migliore
per sancire la nostra vocazione alla
“novissima” poesia torinese e piemontese: Le
carte tatuate. Dieci poeti torinesi che
raccoglie i versi di altrettanti poeti
nati fra il 1972 ed il 1988: Maurizio
Aleo, Andrea Bonnin, Tiziana Catenazzo, Noemi
Cuffia, Gessica Franco Carlevero, Sergio Garau,
Eliana Deborah Langiu, Antonio Melillo, Marco
Magnone, Giacomo Rossi Precerutti. Nel 2008 la Edizioni Torino Poesia si apriranno alla poesie
internazionale, al teatro in versi, alla
poesia nazionale, con la nuova collana «I
Sassi»: le uscite previste annoverano
un’antologia di tre nuove voci della poesia
polacca, la prima antologia italiana del poeta
belga William Cliff, l’esordio della
drammaturga milanese Edy Quaggio (traduttrice
in Italia, per Einaudi, della poesia di Harold
Pinter), l’esordio del poeta napoletano e
slammer Lucio Pacifico. Nella collana «Le
Vene» è prevista la pubblicazione in
settembre del romanzo in versi Mangimonio
di Ragagnin, e probabilmente l’esordio in
raccolta di una delle voci dell’antologia Le
carte tatuate. A
breve le nostre Edizioni saranno presentate a
Venezia al Teatrino Groggia, a Genova alla
Stanza della Poesia a Palazzo Ducale, a Milano
alla Casa della Poesia della Palazzina
Liberty, quindi a Grenoble al Festival
d’Automne in poèsie, a Cracovia
all’Istituto Italiano di Cultura, ad
Amsterdam alla libreria italiana Bonardi,
infine a Lisbona a Librìtalia.
E’
nostro interesse collaborare con le diverse
realtà attive in Italia e in Europa, realtà
spesso contenute, concentrate, attive come la
nostra realtà in un territorio specifico ma
capaci di guardare oltre il limite naturale,
fisiologico, del proprio interesse e dell’autopromozione
che, ovviamente, anche in noi opera ed è
motore immobile.
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LES
ÉDITIONS TORINO POESIA. UN CHANTIER PERMANENT
POUR LA CAUSE DE LA POÉSIE CONTEMPORAINE Tiziano
Fratus, traduction Philippe Démeron
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Après
avoir vécu et travaillé à Venise et Milan
au printemps 2006, je suis revenu vivre à
Turin. C’était un de ces moments de la vie
d’un homme où l’on se trouve allégé
pour un temps de tout ce qu’on a sur le dos
et où devant moi s’ouvraient plusieurs
alternatives : que faire pour vivre, qui
choisir d’être ou de ne pas être, mais
avant tout à quel endroit recommencer. Turin
était à peine revenue
de l’enthousiasme suscité par les
jeux olympiques d’hiver, j’y avais vécu
et étudié et aussi travaillé pendant
quelques années avant de partir vers l’est.
Je pouvais essayer de m’enraciner dans une
ville-monde comme Rome, ou comme Milan, qui
cependant m’avait paru trop chère et où régnait
trop la compétition pour mes biorythmes, je
pensais même à la Sicile, où habitent
quelques amis très proches. Ou à la Romagne,
à sa richesse en théâtre et son avidité de
nouveauté – Ravenne de préférence aux
autres villes. Ou à l’étranger :
Berlin, Barcelone, New York. Finalement, à
Turin, je rencontrais des gens que je
connaissais, l’endroit me semblait
accueillant et l’on pouvait traverser la
ville en vélo. Dimension adéquate pour
vaquer à ses affaires et vivre de façon pas
trop compliquée. Et puis, connaissant mon
aversion pour l’à peu près et surtout pour
les paroles qui ne sont pas suivies d’actes,
chose commune dans le monde culturel sous
toutes les latitudes mais particulièrement en
dessous de la Ligne Gothique, je décidai de
rester au nord, et choisissai à nouveau de
m’installer à Turin. L’idée de monter à
Turin un festival consacré à la poésie
naquit un après-midi en me promenant sur le
pont qui enjambe la Dora (une des quatre rivières
qui traversent et baignent la capitale du Piémont).
En l’espace d’un mois, le programme de la
première édition, très modeste, était prêt
et en juin 2006 j’arrivai sur la scène du
Théâtre de la Caduta avec une performance,
des projections et vidéopoèmes, une
rencontre qui impliquait diverses voix,
historiques ou plus jeunes, près de la
Bibliothèque municipale Geisser, l’une des
bibliothèques municipales de ce réseau
turinois avec laquelle nous avons noué une
collaboration fructueuse. Le festival fut
avant tout le moyen permettant de faire
connaissance. Je n’imaginais certainement
pas alors que, à partir de ce point de départ,
pourrait ensuite et si vite rayonner un projet
comme celui qui est devenu aujourd’hui
Torino Poesia, actif à 360 degrés, depuis
l’édition jusqu’à la recherche. Timidement,
en 2006, nous publiâmes avec les moyens du
bord deux anthologies d’une collection que
nous avons baptisée « Le vene minori »
(« Les veines mineures »), dont
une dont j’étais l’auteur, La torsione. 26 poèmes de l’homosexualité à l’âge
moderne, qui plut beaucoup et marcha, car
il s’agissait d’aborder des thèmes
auxquels la poésie italienne n’était pas
alors très attentive, les conditions de l’homosexualité
observées d’un point de vue existentiel et
historique. Durant le XXe siècle,
cela avait été un thème abordé par différents
poètes de grande importance tels Sandro
Penna, Dario Bellezza, Giovanni Testori e Pier
Paolo Pasolini mais, depuis une décennie au
moins, il semblait avoir été oublié. Cette
anthologie fut présentée à la Gay Pride de
Turin en juin 2006. L’autre
anthologie, Scontrini (Récépissés),
par Andrea Riccardo Filippi, fut présentée
en octobre pendant le Mois de la Poésie que
nous célébrâmes à la librairie Il
Tastebook, en face de la gare de Porta
Nuova. À ce moment-là, l’envie de créer
notre propre maison d’édition travaillait
quelques-uns d’entre nous et un groupe de
personnes intéressées pour faire vivre ce
projet se constitua. Pendant quelques semaines
exista une première mouture de maison d’édition,
qui s’appelait Pedro Libri, qui cependant,
pour des raisons sur lesquelles je ne m’étendrai
pas, ne publia qu’un seul titre – diffusé
cependant dans toute l’Italie – qui a
constitué le point de départ des éditions
Torino Poesia. Les deux premiers ouvrages
parurent en mars 2007, dans la collection
« Le vene maggiori », par la suite
rebaptisée simplement « Vene »,
mon Bacio le tue cicatrici et Granny
Smith de Luca Ragagnin, figure turinoise
présente depuis plusieurs années dans différentes
formes d’écriture, de la poésie au récit,
du théâtre aux chansons à plusieurs inrerprètes
(entre autres les Subsonica).
Peu après suivit le premier recueil d’une
amie proche que j’asticotais depuis des années
pour qu’elle réunisse en un volume ses écrits,
Valentina Diana, excellente actrice et
dramaturge avec qui j’avais déjà travaillé
sur un autre projet, Vi,
monté sur la scène du Teatro Stabile de
Turin, pendant le festival Tramedautore de
Milan et aux Quartieri dell’Arte de Viterbe.
Tre ore di notte e un pezzo del mattino
constitue ce premier recueil, ouvrage qui
recueille une large approbation. En juin, ce
fut la parution d’une nouvelle édition
revue de Il
Molosso,
vaste poème néomoderne sur lequel je
travaille depuis plusieurs années, d’abord
publié en
2005 par un éditeur de théâtre romain mais
désormais épuisé (rien de pire que
d’insister pour confier à quelqu’un qui
ne veut rien savoir un projet qui vous tient
particulièrement à cœur). Pour nos économies
ce fut un risque car l’ouvrage était de
dimensions respectables, 256 pages, mais les
présentations que nous en fîmes au Circolo
dei Lettori à Turin et au Festival
international de poésie de Gênes, dirigé
par Claudio Pozzani , se passèrent bien, la
critique s’en fit l’écho et c’est cela,
finalement, qui compte.
En
même temps, l’une des tâches que Torino
Poesia s’était assignée depuis sa
fondation était le soutien à la diffusion
des publications dans les librairies du centre
ville. À présent, pour celui qui n’est
jamais allé à Turin, la ville pullule de
librairies : on en a dénombré plus de
cent cinquante, sans compter les distributeurs
comme Mondadori, Feltrinelli et la Fnac. Les
éditions Torino Poesia on donc été distribuées
en porte à porte dans quelques librairies,
une dizaine, du centre ville, très fréquentées
par les jeunes, les étudiants des facultés
de lettres (leur siège, le Palazzo Nuovo,
n’est pas loin), par la classe
intellectuelle de la ville. Ce fut un plaisir
d’observer comment les librairies qui nous
ont fait confiance en ce temps-là ont eu et
ont fait preuve d’un intérêt croissant
pour suivre nos publications. En septembre –
et cela correspondait avec la première sortie
européenne – lors de la présentation que
nous avons faite à Paris, à la librairie
franco-italienne La
Libreria (89 rue du Faubourg Poissonnière),
nous avons publié Frau,
de Francesca Tini Brunozzi, directrice de la
Maison de la Poésie de Vercelli. Pour la
deuxième édition du Festival Torino Poesia,
qui s’est déroulée du 7 au 13 octobre,
nous avons mis sous presse une anthologie, à
mon avis le meilleur moyen d’affirmer notre
vocation pour la « toute nouvelle »
poésie turinoise et piémontaise : Le
carte tatuate. Dieci poeti torinesi, qui réunit
les vers de tant de poètes nés entre 1972
et 1988: Maurizio Aleo, Andrea Bonnin, Tiziana
Catenazzo, Noemi Cuffia, Gessica Franco
Carlevero, Sergio Garau, Eliana Deborah Langiu,
Antonio Melillo, Marco Magnone, Giacomo Rossi
Precerutti. En
2008, les éditions Torino Poesia s’ouvriront
à la poésie internationale, avec la nouvelle
collection I
sassi:
elles compteront une anthologie de trois voix
nouvelles de la poésie polonaise, la première
anthologie italienne du poète belge William
Cliff, les débuts de la dramaturge milanaise
Edy Quaggio (traductrice en Italie, pour
Einaudi, de la poésie d’Harold Pinter),
ceux du poète napolitain et slammeur Lucio
Pacifico. Dans la collection « Le Vene
», il est prévu de publier en septembre le
roman en vers Mangimonio de Ragagnin,
et probablement le premier recueil d’une des
voix de l’anthologie Le carte tatuate.
Sous peu, nos éditions seront présentées à
Venise au Petit Théâtre
Groggia, à Gênes à la Stanza della
Poesia au Palais ducal, à Milan à la Maison
de la Poésie du Petit Palais Liberty, puis à
Grenoble au Festival de Poésie d’Automne,
à Cracovie à l’Institut Italien de la
Culture, à Amsterdam à la librairie
italienne Bonardi et enfin à Lisbonne à Librìtalia.
Cela
fait partie de notre engagement de collaborer
avec les différentes réalités à l’œuvre
en Italie et en Europe, réalités souvent
contenues, concentrées, actives comme
notre réalité sur un territoire spécifique
mais capable de regarder au-delà de la frontière
naturelle, physiologique, de notre propre
engagement et de l’auto-promotion qui, à
l’évidence, opère en nous et est moteur
immobile.
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