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 Italiana, sala avorio

a | L'AMORE PER UNA TERRA

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Cos'è il Piemonte? In un'epoca in cui le identità nazionali sono messe in progressiva disgrazia dal desiderio di essere sufficientemente moderni, sufficientemente internazionali, sufficientemente europei e sufficientemente al passo coi tempi, la valorizzazione delle identità regionali, territoriali e locali, rischia di terminare la corsa nella bocca degli stolti, dei fautori di un provincialismo di maniera. Al contrario, alla Manifattura Torino Poesia amiamo la terra in cui viviamo, la amiamo con tutte le sue inevitabili contraddizioni, con le sue bellezze, la sua eredità storica, il suo patrimonio architettonico e culturale, la biodiversità vegetale, faunistica, paesaggistica, la sua dicotomia città-campagna. Non riteniamo affatto un caso che in questa regione sia in atto una rivalutazione radicale delle dimensioni locali, come opportunità di rinascita economica e sociale, testimoniata dalla propagazione della filosofia empirica promossa da Slow Food, in una terra che ha cercato di ripartire in piena crisi industriale, nonostante la presenza della FIAT e la cecità che la politica ha per decenni ostentato nei confronti dei bisogni avanzati dalla classe contadina, dai produttori e dagli allevatori e dagli artigiani locali. 

Oggi il Piemonte è una terra che si è arricchita di eventi culturali, di aree protette e parchi, in cui esiste un turismo ecologico, paesaggistico, naturalistico, grazie alla crescente attenzione verso le residenze sabaude che vanno a costituire la corona di delitie ma al contempo, il patrimonio dei castelli e delle ville storiche di proprietà privata, dei giardini, che testimoniano la grande attenzione per un giusto equilibrio fra natura, ambiente e distribuzione umana, come dettato fin dall'inizio dell'espansione di Torino e del Ducato dei Savoia, ai tempi di Emanuela Filiberto e di Carlo Emanuele I, fra XVI e XVII secolo. Il recente risanamento degli ecosistemi, con la ricomparsa dopo settant'anni del lupo sulle alpi marittime, la reintroduzione del grifone, il ripopolamento di fiumi, torrenti, la rivitalizzazione dei laghi - ne sia emblema la storia del lago d'Orta o lago del Cusio - dopo il massiccio inquinamento industriale del prima Novecento, hanno mobilitato la coscienza collettiva, o meglio, delle comunità locali, verso la cura e la conservazione del territorio come bene imprescindibile. 

Il Piemonte è una regione di vernacoli, di lingue minoritarie che hanno riconquistato, con molta fatica e pagando un dazio evidente - si rammenti la celebre asserzione dello scrittore Joan Triadú «La cultura catalana è una cultura di dazi» (in Mal di lingua di Enric Larreula Vidal, Chambra d'Oc, Saluzzo 2008) - una dignità che la modernizzazione forzata del paese e l'unificazione linguistica imposta dall'educazione scolastica e dalla diffusione della televisione avevano indebolito e rimosso; dal Piemonte accedemico si transita ai cento e più dialetti parlati dalle comunità umane, le lingue dei valligiani, il langhetto d'alba, l'alessandrino venato di ligure di Ovada e di Acqui Terme, il monferrino, il nuares dalla cadenza lombarda, il cuneese francesizzato, e quindi l'occitano, il walser di Macugnaga, il tipico torinese delle signore impagliate da Gozzano, il vercellese arcaico ritratto da Vassalli nel famoso romanzo La chimera, il canavese e tutte le inflessioni catturate dai grandi scrittori regionali. 

Il nostro Piemonte è una terra viva, costituita di borghi e di montagne, è una regione in cui i poeti ricominciano a parlare agli uccelli, ai pesci, agli alberi e non se ne vergognano affatto.     

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b | UNA POESIA AMBIENTALE

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Wendell Berry, poeta /  professore / agricoltore del Kentucky ha scritto: «Il mio linguaggio si sviluppò e rafforzò, inserendomi mentalmente nel luogo come un apparato radicale vivo [...] Mi vedevo come un frutto della terra al pari degli altri animali e piante autoctone. Il corpo e i movimenti quotidiani non erano che brevi coerenze ed espressioni dell'energia del luogo, che ritornavano a esso come le foglie in autunno» (La risurrezione della rosa, Slow Food Editore, Bra 2006).

I libri in versi pubblicati dalle Edizioni della Manifattura Torino Poesia mirano a valorizzare una scrittura interconnessa con l'ambiente circostante; una traspirazione fra vita privata, vita sociale e territorio agisce prolificamente, per non ridurre la poesia ad una semplice relazione diaristica del proprio vissuto, ma per alimentare uno sguardo ampio, una presa diretta nella realtà offrendo ai lettori una varietà di sguardi sulla condizione attuale del vivere e dell'essere umano. Questa è la poesia ambientale. Centrale è il concetto di "ecosofia", scienza eclettica che intreccia i tre ecologismi di cui parlava Félix Guattari: l'ecologia naturale o ambientale, l'ecologia sociale, l'ecologia mentale; una weltanschauung che tiene in considerazione ecosistema sociale, urbano, familiare e addirittura la biosfera. 

Gli scrittori che pubblichiamo non rinunciano, ovviamente, a sé stessi, d'altro canto i poeti sono la specie più prossima ai lupi; ma inseriscono la propria voce nel mondo, nel paesaggio, sia esso la periferia urbana di Torino piuttosto che le campagne collinari, le mille dimensioni mentali abitate dalla creatività. Una poesia ambientale, ecosofica, declinata al plurale, capace di testimoniare e garantire la biodiversità linguistica, formale, espressiva e contenutistica.

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c | L'ETICA DELLA PASSIONE

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E' nota la condizione marginale che la poesia contemporanea occupa nella cultura giornalistica, accademica, e nella programmazione dei Grandi eventi. Questa condizione è fonte non soltanto di pressioni psicologiche, ma anche di una distorsione del mercato editoriale, popolato da molti editori a pagamento o a contributo. La nostra attività nasce dalla vita che conduciamo, dalle nostre mani e dal nostro respiro: in primis siamo poeti e come tali cerchiamo di costruire la nostra realtà editoriale comprendendo le necessità, le difficoltà del mercato librario, e quant'altro per dare l'opportunità ad altri scrittori di essere pubblicati e di condividere, anche eticamente, il mondo che ci piace pensare e vivere. Per questo le nostre Edizioni mantengono una dimensione artigianale, una distribuzione diretta (sebbene non esclusiva), non pesano in alcun modo sulle spalle dei poeti; non rincorrono categoricamente il finanziamento istituzionale, come è oramai (mal)costume di molte realtà associative e culturali; non accettano in nessun modo sostegni da parte di istituti di credito e fondazioni bancarie, organi della forma di economia che critichiamo profondamente e che è causa dell'attuale crisi internazionale. Il successo, d'altro canto, non rappresenta un valore per noi e per i nostri scrittori: l'opera di un poeta è innanzitutto la sua vita, il suo percorso.    

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..........dell'incontro Materiali per la Nuova Poesia Italiana, sala avorio

dell'incontro Materiali per la Nuova Poesia Italiana, sala avorio

dell'incontro Materiali per la Nuova Poesia Italiana, ala avorio