Dalla sua nascita nel 1998 un obiettivo sempre caro all’Opiemme è stato quello di svecchiare la poesia, cercando di avvicinarla ad un pubblico giovane e lontano. Con la pubblicazione di Sfioraci per Prospettivaeditrice nel 2003 questo obiettivo si intensifica in una ricerca che porta il gruppo a sperimentare una serie di nuovi modi di proporre la poesia. Un’operazione nata per necessità, quella che i propri testi vengano letti, che si trasforma in intento. Dal video alla performance, dalla grafica alle installazioni, dalle etichette dell'acqua poetiche alle poesie adesive, fino ai Rotolini di Poesia: così si compongono gli interventi del gruppo e la poesia viene contaminata. Una ricerca proposta anche come pubblicità/evento, pensata specificatamente per fiere, festival, manifestazioni, che ha come oggetto i testi di grandi autori attuali e classici: in maniera da spargere e diffondere realmente la poesia fra la gente. L’Opiemme oggi si potrebbe definire come un insolito gruppo di scrittura che, nella mescolanza di arti e nella revisione di contesti e situazioni, cerca di svecchiare la comunicazione della poesia e il suo rapporto con il grande pubblico, andando a scontrarsi con lo stereotipo di noia, che spesso le viene affibbiato. Ne fanno parte Danzio B., Davide Danio ed Egon che scrivono e spargono parole. Nicolò Parodi cura le video-poesie, Mr Fijodor è il performer e l’elemento visionario. Il cuoco Mase e il dj Caffè Nero aiutano con la loro tecnica l’Opiemme ad avvicinarsi a cucina e musica. 

www.opiemme.com

 

 

 

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( Da Odore di donna di Davide Danio e Danzio Bonavia, Opiemme, Torino )

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Crimine di Davide Danio

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E' un crimine non averti mai parlato
dei diamanti che giacciono dentro ai tuoi occhi
e che solo io
egoisticamente posso ammirare
E' un crimine che tu non possa ascoltare
il morbido suono della tua voce pronunciare il mio nome
lasciandomi etereo danzare tra le sillabe
E' un crimine che tu non possa godere
del profumo dei tuoi  capelli
mentre le mie labbra trovano lungo il tuo collo
nuova linfa vitale
E' un crimine che tu non possa sfiorare
i dolci tratti del tuo volto
sentendo il corpo pervaso
da brividi battiti sussulti e palpitazioni
E' un crimine saperti lontana da me
camminare sola
senza il mio abbraccio a proteggerti
per le strade crudeli che il destino ci disegna
E' un crimine
ed io sarei un criminale
se lasciassi scappare anche solo un attimo
di questa futile vita
senza correre alla sfrenata ricerca
di ogni tuo bacio.

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Bacio sulla guancia di Danzio Bonavia

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La bacio sulla guancia.
Lei non può parlarmi.
Spero che questo
le dica più di quanto
potrebbero le mie parole.
I miei occhi
le han detto tutto
da lontano.
Mi avvicino:
la bacio sulla guancia.
Non dico nulla.
A che serve se si parte?
Vado via.
Lei resta.
Lì,
dove la nostra storia è iniziata.
Lì, dove forse spera
continuerà.
Lì, dove tornerei a cercarla.
Coi piedi nel mare,
le gambe distese sulla sabbia.
Disegnata e immobile,
sogna
fra le nuvole
di questo cielo
azzurro
che ci divide,
la sua felicità.

 

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