Brunella Pelizza, nata a Genova nel 1973, si è laureata in Letteratura moderna e contemporanea con una tesi sulla poesia di Franco Fortini ed in seguito in Pittura presso l’ Accademia di Belle Arti di Cuneo. Attualmente vive a Saluzzo, dove insegna lettere. Nel 1993 ha vinto il Premio Cesare Pavese con un saggio giovanile sull’opera poetica dello scrittore. Ha partecipato come relatrice al Convegno di Studi «Montale e la poesia italiana del ‘900», che si è tenuto a La Spezia e Bocca di Magra nel marzo 1997. Sempre in occasione delle celebrazioni montaliane ha pubblicato la lettura poetica di A tarda notte (da Satura), in Una festa per Montale, catalogo edito dal Comune di Savona per il centenario della nascita. Ha pubblicato il saggio Su alcune imitazioni in Composita solvantur, in «Levia Gravia», III, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2001, e alcuni articoli di critica letteraria in «Le colline di Pavese». Ha curato la parte bio-bibliografica del volume Per Cesare Pavese, Canelli (AT), Fabiano Editore, 2001. Sue recensioni sono apparse sulle riviste «Atelier» e «Zeta» ed alcune poesie e racconti in «Rendiconti» ed «Ellin Selae». È redattrice di «Ludwig», rivista di poesia internazionale e collaboratrice delle Edizioni Torino Poesia. Nel 2005 è uscito il suo primo libro di poesie, Il verde dell’attesa, con presentazione di Giovanni Tesio, Pasian di Prato (Ud), Campanotto Editore. Per le Edizioni del  Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy sono apparsi finora dieci suoi libretti d’arte e per lo stesso Editore ha curato  la mostra «Chi canta nell’acqua è sette volte salvo», nell’ambito di Scrittorincittà 2007 a Cuneo. Nel 2008 ha pubblicato Stesso verbo, stessa radice, Campanotto Editore, libro-diario che raccoglie le sue esperienze artistiche degli ultimi anni. Nel 2009 ha curato l'antologia Lingue di confine. Dodici poeti cuneesi e partecipa all'antologia Pollockiana curata da Francesca Tini Brunozzi. Nel 2010 cura, insieme a Tiziano Fratus, il volume Il mulo è scettico per natura. Conversazione con poeti che abitano il Piemonte mentre la sua poesia sarà tradotta in spagnolo e pubblicata nel volume Una cajita de fosforos a Buenos Aires.

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scheda volume

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( Inediti )

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Mio figlio futuro

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Ieri guardando negli occhi un ragazzo

ho visto mio figlio futuro.

Serio e pensoso

intuivo nei suoi occhi

un silenzioso saluto,

quasi mi avesse riconosciuto

e mi chiedesse perché lo avessi voluto.

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Segreto di neve

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Non ha mai nevicato così

dicono i meteo delle vacanze.

Si deve risalire agli anni ottanta

per la stessa neve a Torino,

mentre qui dentro al mio ventre

segreto, tu stai custodito,

qui dove hai fatto il tuo nido.

Io penso che con te è tornato

l’autentico inverno e il silenzio

ovattato del mattino, il sogno

di ogni bambino di caldo

ed eterna vacanza da scuola.

Anche io ritorno bambina

prima che madre, ti aspetto

per giocare agli indiani,

alle carovane viaggianti

in notti nevose simili a queste.

Ti aspetto per ricomporre

il puzzle della vita, sotto coperte

di sere come le tue ali leggere,

che battono sotto il cuscino

e si apriranno un mattino.

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La vocazione

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Tu sei il riassunto di noi

sullo specchio deformante del tempo.

Sei la tempia che batte nel silenzio,

sei il dito che indica la via

più semplice -difficile da seguire-

sei la voce flebile

ineludibile della coscienza.

Sei la scienza degli umili

e la verità del mondo,

il richiamo del sangue

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la vocazione inaspettata.

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© 2006-2010