Roberto Rossi Precerutti è nato l’8 giugno 1953 a Torino, dove vive, da famiglia lombardo– piemontese, i Rossi dalla Manta, al cui ramo fiorentino appartenne Ernesto Rossi, illustre figura dell’antifascismo italiano. Per i tipi dell’editore Crocetti, per il quale ha curato Le più belle poesie di Stéphane Mallarmé (1994) e Le più belle poesie di Arthur Rimbaud (1995), ha pubblicato le raccolte Una meccanica celeste (2000, Premio Lorenzo Montano 2001), Elogi di un disperso mattino (2003) e Rovine del cielo (2005, Premio Mondello). Presso il marchio parigino Chateau de Rosemonde sono usciti Come sonno dentro un nido di fiamme (2003) e Sestina d’anima e stella (2004). Fa parte del comitato di redazione di Poesia, che ha ospitato sue traduzioni dal provenzale antico, dal francese, dal catalano e dallo spagnolo. Su Nuovi Argomenti (n.7, Mondadori 1999) è apparsa la suite Lezione di Tenebre. Parte del suo più recente lavoro in versi è costituito dalla silloge Spose celesti (2006), edizioni Viennepierre, di cui dirige la collana Il ghiaccio e la rosa. Ha fondato (1980) e diretto le edizioni di poesia L’arzanà. Ha curato l'antologia Poeti per Torino (Viennipierre, 2008).

 

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( Leggendo Mandel’stam - inedito, 2006 )

 

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Piccole cose celesti spalancano

i muri dissennati mentre Venere

nella volta verdeggia che sostiene

un arco d’ombra e di grazia, qui mancano

 

il languore dello sguardo la bianca

cupola presa d’amore o le vene

ispessite del mondo: più non tiene

quest’ordine antico, se ora si sfianca

 

ogni corsa su gelate pendici

in sogno e annuncia la lingua trafitta

pietre inesorabili, fiammeggianti

 

commiati che sola conosci – ritta

nella notte declinante, ridici

vuote parole, di febbre ti ammanti.

  

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