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Talvolta
rifletto sulle motivazioni che portano la poesia a resistere ai
margini del panorama culturale. In Italia come in altri paesi.
Molti di noi hanno sentito autorevoli spiegazioni sulle ragioni
che portano tanti ragazzi ad allontanarsi dalla lettura della
nuova poesia a causa di errati sistemi di insegnamento;
constatiamo ogni giorno la difficoltà di spazio, approfondimento
e relazione delle nuove uscite editoriali e della voce dei poeti
sulle riviste e sui quotidiani, in televisione. Eppure la poesia è viva. Resiste,
anzi, proprio le scarsissime potenzialità economiche paiono
temprare lo spirito di coloro che si incaponiscono a scrivere in
versi e portano avanti, come dei cavalieri jedi - per citare il
titolo di un recente e arguto saggio di Roberto Galaverni - questa
silenziosa e misteriosa fede. Ammetto che tutte le spiegazioni di
cui sopra e molte altre al contempo mi soddisfano e mi sembrano
ridicole: se da un lato osserviamo i limiti della poesia, che da
secoli resiste e si lamenta ma senza mai morire, capiamo quanto
sia probabilmente sciocco proseguire a preoccuparsi della minore
ricaduta culturale, critica e sociale delle raccolte di poesia. A
mio avviso ciò che conta è invece mutare lo spirito che spesso
anima i poeti, quello spirito roccioso, sempre più spesso
arrogante, egoista e autoreferenziale. E' mia opinione che il
peggiore nemico del poeta contemporaneo sia, di fatti e nei fatti,
lo stesso poeta contemporaneo. Schiacciato nel silenzio si cade
nel tranello di ritenere la propria poesia l'unico antidoto contro
la barbarie che avanza, contro lo sfacelo delle arti, contro la
guerra, contro il consumismo, contro la perdita di valore. O più
semplicemente contro la deriva della poesia stessa.
Torino Poesia
è nata per un azzardo: volere richiamare intorno ad un fuoco -
metaforico - anime diverse, antitetiche per gusti, stili, idee,
censimento e generazione. Nonostante le molte difficoltà questo
obiettivo ci è parso raggiunto. Sebbene, va confessato, il
rischio di rottura persiste, è come dire, parte integrante del
sistema. Procedendo quindi in equilibrio come una tribù di
funamboli sotto i riflettori del circo, ci siamo incamminati in
una direzione ancora più ambiziosa: Torino Poesia si allea con
realtà operanti in provincia e in tutta la regione Piemonte. Da
questi interscambi con case della poesia, centri, riviste,
festival, case editrici, gruppi e singoli emerge un magma di
intenzioni e scintille che speriamo possa dare una reale svolta
alla diffusione della poesia in questa regione. Non si tratta di
dare vita ad organismi nuovi, al contrario speriamo di ottimizzare
i canali già esistenti, di aumentare il rispetto e la conoscenza
delle reciproche iniziative.
I primi passi sono dunque l'esordio
del festival Settimana Mondiale della Poesia che si svolgerà dal
16 al 22 marzo 2007 nelle città di Torino, Novara, Asti, Vercelli
e Moncalieri, il battesimo del Polo Piemontese per la Poesia. In
questo modo speriamo di migliorare la qualità della nostra vita
da "poeti" e di gettare le basi per il consolidamento di
una rete che sappia accogliere e garantire stimoli a tutti coloro
che amano e scrivono e leggono e digeriscono poesia. Qualsiasi
forma essa possa acquistare.
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La
Settimana Mondiale della Poesia riceve il testimone dall'Unesco
che da anni celebra il 21 marzo la Giornata Mondiale della Poesia,
evento autogestito dai poeti nelle singole città e cittadine del
mondo. Avendo organizzato negli anni questo evento a Torino,
Ravenna e Venezia (quest'ultima si ripete anche quest'anno presso
il Teatrino Groggia), a Torino Poesia ci è parso sensato mettere
in comunicazione eventi analoghi in diverse città della Regione.
Così è nata la Settimana Mondiale della Poesia che celebra,
innanzitutto, la nuova poesia piemontese. Tema portante
individuato per la prima edizione è Lo sguardo, la poesia
negli occhi. La poesia può nascere e poggiare la propria
elaborazione sulla ricerca linguistica e fonetica, sul ritmo
sincopato di un rap o del jazz - si pensi alla fissazione che
avevano i poeti beat nel paragonare la propria poesia alle musiche
di Miles Davis, Charlie Parker, Chet Baker o di Louis Armstrong,
alla voce di Billie Holiday - piuttosto che su un'attenta
dissezione di ciò che l'occhio osserva, imprigiona, penetra,
metabolizza e proietta. Al rapporto fra poesia e rap abbiamo
dedicato un doppio appuntamento il 21 e 22 febbraio, per la cura
di Maurizio Aleo e Arsenio Bravuomo, allo sguardo la prima
edizione della Settimana Mondiale della Poesia.
La
poesia giace al fondo nei nostri e nei vostri occhi.
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