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Sparajurij
nasce nel 1999 da un'idea o meglio da una visione. Non nasce in un luogo
ma in più luoghi: dai corridoi dell'Università di Torino, alle vie
della città, nella convinzione nomade di non avere basi ma solo punti
di partenza, dai quali allontanarsi senza garantirne il ritorno.
Sparajurij è termine suggerito da un pezzo dei CCCP, parso subito
adatto ad esprimere il viscerale desiderio di frantumare il contenitore
pluricellulare e vagamente ominide nel quale era finita la scrittura
oggi. Sparajurij, gruppo di giovani artisti nato a Torino, produce
"scrittura
totale" e lavora su più fronti. La scrittura, nelle sue varie
illuminazioni, resta il punto di partenza.
Sparajurij è un microcosmo estetico, questa l'impressione più diffusa.
Un microcosmo di "giocolieri di parole" e di cercatori di
"segni sotto
l'arcobaleno" con molto in comune ma profondamente diversi nella
loro natura e nel loro approccio con l'ambiente circostante. Fare
"surf sulla decadenza" e tendere all'altrove. Il microcosmo
Sparajurij è tale perché integrazione e non disintegrazione di
elementi diversi. Elementi che sono tutti canali indispensabili - con
proprie frequenze - per captare i segnali che provengono dall'orizzonte
più ampio del cosmo o macrocosmo. Sparajurij si presenta quindi con una
struttura radiale nella quale la presenza di più raggi è naturale e
prodotto dello stesso fuoco. Gli scrittori Sparajurij hanno riaperto
nella letteratura italiana ed europea il dibattito sull'uno ed i molti.
Mentre in altre discipline la presenza di più soggetti passa
inosservata in ambito letterario è ancora qualcosa di insolito che fa
pensare e parlare critici e lettori, tra paure ed entusiasmi. Da un lato
il timore di una letteratura della dissoluzione dell'individuo o di
chissà quale spersonalizzante ispirazione politica, dall'altro
l'entusiasmo di vedere finalmente qualcosa di vivo prima ancora che di
nuovo.
Sparajurij non ha nulla a che fare con la monotonia mentre ha tutto a
che vedere con le forme della diversità. Diversità interna
indispensabile per percepire quella esterna del cosmo, che è quello
contemporaneo. Un cosmo vissuto e per questo non solo ascoltato ma anche
intenzionato nell'idea che tutte le cose grevi possano diventare lievi e
i gli spiriti danzanti.
www.sparajurij.com
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