Francesca Tini Brunozzi è nata a Narni nel 1964. Vive a Vercelli e lavora a Torino. Le sue liriche sono apparse sulle riviste «Specchio della Stampa », «L’immaginazione» e «Accattone», e nelle antologie Le voci della poesia (Elytra Edizioni 2000), Poesia da fare (Biagio Cepollaro E-dizioni 2003), SwingInVersi (Lampi di stampa 2004) e Help! The Beatles! (Lampi di stampa 2005). Ha pubblicato il saggio La vertigine della maschera. Il poetry slam come gioco letterario” in Corpi letterari. L’esperienza sportiva nella cultura del Novecento (Interlinea 2005). Nel 2006 con Brevi danze è uscita la sua prima raccolta di poesie nella collana Poesia Italiana Ebook di Biagio Cepollaro E-dizioni. Ha partecipato a Ricercare – Laboratorio di Nuove Scritture a Reggio Emilia (2000); al Punk I Slam della Settimana Letteraria Torinese (2002); al Brescia Poetry Slam (2003); ai Percorsi poetici contemporanei al NAC di Novara (2004); al Pavihard Poetry Slam (poeta vincitore) a Pavia (2007). Dal 2005 ha realizzato a Vercelli le prime edizioni della Giornata Mondiale della Poesia UNESCO. Nell’autunno 2006 ha fondato a Vercelli la Casa della Poesia e prende parte al collettivo Love Poetry! Tour. Nel 2007 entra nel direttivo del Festival Torino Poesia. Nel 2008 cura l’antologia Le carte di riso. Quindici poeti vercellesi, nell’ambito del progetto Nuova Poesia Piemontese, nel 2009 il volume Pollockiana. Poeti italiani contemporanei per la nuova pittura americana, entrambi pubblicati dalle Edizioni Torino Poesia. Poesie da Frau (2007, I ristampa 2008 - Premio San Sebastiano 2009) sono state tradotte e pubblicate sulle riviste europee «Les Citadelles» (Parigi), «Studium» (Cracovia), «DiVersos» (Aquas Santas), nell’antologia bilingue italiano/francese Poesie mormorate lungo la riva del Po (ELR Edizioni Le Ricerche, Losone, 2008), nel volume bilingue italiano/inglese Double Skin. New Poetry Voices from Italy and Singapore (Ethos Books, Singapore, 2009). Nel 2010 la sua poesia sarà tradotta in spagnolo e inglese e pubblicata in antologie dedicate alla nuova poesia italiana in Canada e Spagna. E' in uscita il poema Mi è testimone la terra.

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«Quando un libro è importante? Soprattutto, direi, quando è necessario. E Frau, di Francesca Tini Brunozzi, Torino Poesia, è un libro necessario» (Franz Krauspenhaar - Nazione Indiana / Il Domenicale)

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«Un fiume in piena che nella sua furia purificatrice così enunciata scalfisce e colora l’animo del lettore con versi a volte sensuali, ma più spesso intimi e narrativi, prima che introspettivi» (Gianluca Mercadante - La Stampa)

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«Parole sofferte, in massima parte dedicate alla condizione femminile di oggi. Una donna obbligata a giocare tutti i ruoli: figlia abbandonata (alla morte del padre l’autrice dedica alcuni tra i suoi versi più belli), madre mancata, amante ferita dal troppo amore e dai troppi distacchi [...] C’è tutto l’universo dei rapporti sentimentali nelle poesie di Frau, con le sue sentite, dolenti, qualche volta persino ironiche sfaccettature [...] E c’è tutto lo sgomento per un mondo in cui il confronto-scontro tra due persone è spesso affidato al sesso, nel segno di una carnalità che, per quanto difficile, rimane comunque premessa necessaria alla condivisione: del proprio essere, dei propri sogni, dei propri segreti [...] Le poesie di Francesca Tini Brunozzi sono piccoli ordigni a orologeria» (Silvio Bernelli - Il Primo Amore)

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«Il senso vivido e puro di una poesia civile che non si nutre di stereotipo o peggio vagheggia di concetti astratti. Francesca Tini Brunozzi nella realtà della terra è immersa, per davvero. Si è sporcata le mani, di terra, e si vede» (Fabiano Alborghetti - Alleo.it)

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«I versi di Francesca Tini Brunozzi li devi affrontare con la testa, razionalmente; apprezzi i suoi giochi di parole, le sue raffinatezze stilistiche, l’uso colto e sornione di un’antica sapienza metrica e stilistica, le immagini a volte forti, provocanti. Ma poi, d’un tratto, ti esplodono nel cuore e ti commuovono» (Carla Mandosso - La Sesia)

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«Cercate, acquistatelo, leggete. Fatelo leggere. Divertente, dotto, ironico, sexy, erotico, originale, dissacratore. Poesia. Con la P maiuscola» (Gianni Martini - La Stampa)

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«Nella Tini Brunozzi di Padre mio che sei in cielo c’è una dissimulata accortezza di rime (ad esempio identiche o al mezzo), di décalages vocali, di cambi ritmici, di una tessitura metrica capace di mettere al riparo dalle incombenti tenerezze e di preservare – nelle sue dissonanze antiretoriche – dal rischio del patetico, dagli agguati di una materia (affettiva) di per sé scivolosa» (Giovanni Tesio - La Stampa)

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(Da Frau, Edizioni Torino Poesia, Torino 2007; Double Skin, Ethos Books, Singapore, 2009 )

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Nella mano destra ho l’uovo di pasqua

nella sinistra la bomba a mano

 

C’è un melograno nella mia tasca

 

Non voglio un uomo ancora

voglio un uomo al giorno

 

Non voglio un uomo nuovo

 

Non voglio medici di torno

voglio un giorno nuovo

 

Nella mia stanza ho un uovo e un uomo

in mezzo al cuore, nell’uovo, un uomo

 

Nella mia pancia c’è l’uovo solo.

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In questa estiva, triste, e mattutina

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In questa estiva, triste, e mattutina

presa dell’autobus settantadue

siedo dietro una coppia marocchina.

Lei che tiene in braccio il figlio piccolo

da dietro vedo solo una scarpina

è bianca con un brillantino rosa

al centro di un fiore al cinturino,

calzetta azzurra ma è una bambina.

Sta in braccio alla sua mamma e non si muove

fa la nanna, piccola e marocchina,

di lei vedo solo questo piedino

che penzola nel sonno abbandonato

e voglio benedire il sonno suo

voglio benedire questo piedino

un pezzo di creatura che non vedo

ma che è lì dietro alla sua mamma

in braccio sulla pancia e come prima.

Benedire per sempre la bambina

e chiedo aiuto al cielo e faccio segni,

dico nomi, e vieni qui! Ti dico

se ancora non sei stato di mattina

sul bus ad adorare la bambina.

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© 2006-2010