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Le Edizioni Torino Poesia sul trimestrale «Verso l'Arte» del 31/10/2007 

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TORINO POESIA

Una nuova rete di accoglienza e sollecitazione

Guido Michelone

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C’è una nuova interessante realtà in campo artistico che da un paio d’anni opera sia in ambito regionale sia con propositi internazionalisti: si tratta di Torino Poesia nata dalla volontà di un gruppo di associazioni culturali per sensibilizzare nuovi pubblici, vecchi e giovani, sulla conoscenza della poesia moderna e contemporanea dapprima nell’area metropolitana torinese, in seguito allargandosi al territorio nazionale e persino a quello europeo e americano. L’obiettivo primario di Torino Poesia, stando ai propositi del fondatore Tiziano Fratus, poeta, drammaturgo e agitatore culturale, è il poter creare una rete di accoglienza e sollecitazione, un canale quasi mediologico da condividere fra tutti coloro, che, al di là delle appartenenze sociali, etiche, intellettuali, religiose, coltivano la scrittura e la lettura della poesia in ogni sua forma espressiva.

Ecco quindi che nel giugno 2006 gruppi ed enti come Manifatturae – Bottega di poesia e teatro, Biblioteche Civiche Torinesi, Sparajurij, Opiemme, Teatro della Caduta, La Lente, e altre realtà socioculturali si danno appuntamento alla prima edizione del festival Torino Poesia, ottenendo nuovi spazi (assolutamente inediti per la poesia odierna) sui media regionali e nazionali, da i quotidiani «La Stampa» e «La Repubblica», agli inserti «TuttoLibri» a «TorinoSette», con una sorprendente partecipazione di scrittori assai diversi tra loro per generazioni, ideologie, stili, linguaggi, oltre un imprevisto successo di pubblico soprattutto giovanile. Torino Poesia quindi diventa un centro permanente che collabora con le Biblioteche Civiche Torinesi, grazie a un comitato direttivo costituitosi fra nuovi poeti emersi negli ultimi anni, confermando la supervisione artistica di Fratus e avvalendosi del patrocinio e del sostegno sia della Città di Torino sia della Regione Piemonte.

Dopo un anno di intense attività - tra cui la Settimana Mondiale della Poesia indetta dall’UNESCO - si costituisce un direttivo stabile retto sempre da Fratus, assieme al collettivo Sparajurij, ai poeti Maurizio Aleo e Francesca Tini Brunozzi e al critico e docente universitario Giovanni Tesio, onde pianificare la seconda edizione del Festival Torino Poesia svoltasi, nel capoluogo, tra il 7 e il 13 ottobre 2007, con il patrocinio Città di Torino e Regione Piemonte, in location prestigiose da Eataly al Circolo dei Lettori, dal Centro Italo-Arabo Dar Al Hikma al Teatro Vittoria, fino alla trasferta presso le Officine Sonore di Vercelli, dove la Casa della Poesia di Francesca Tini Brunozzi offre una serie di performance memorabili. Inoltre, dal settembre 2007 Torino Poesia inizia a promuovere la nuova poesia, uscita in volume, al di fuori dei patrii confini: primo appuntamento a Parigi, nella celebre La Libreria, negozio di testi in italiano e di autori italiani tradotti in lingua francese.

Consapevole della difficoltà di promuovere l'editoria letteraria Torino Poesia crede in primis nel valore della pubblicazione cartacea in merito ai poeti operanti nell'area metropolitana e regionale; e per tale ragione si impegna in pubblicazioni di sillogi e raccolte di autori contemporanei, con le Edizioni Torino Poesia che rappresentano la punta estrema della fucina interna a Torino Poesia: da un lato promuove la nouvelle vague torinese e dall’altro nuovi voci italiane ed europee, con volumi curati nei minimi dettagli tanto da essere già definiti "esemplari di artigianato editoriale". Le Edizioni Torino Poesia partecipano non a caso alla Fiera del Libro (Torino), al Festival Internazionale di Poesia (Genova), alla Casa della Poesia della Palazzina Liberty (Milano), alla Stanza della Poesia di Palazzo Ducale (Genova), al Teatrino Groggia (Venezia), al Festival Arezzo Poesia, sbarcando infine oltre confine con traduzioni in diverse lingue a Parigi, Lisbona, Amsterdam, Grenoble, Cracovia e Chicago.

L’autore più famoso nella collana è forse Luca Ragagnin con Granny Smith dove si legge «La capacità di trovare come un giocoliere la chiusa fulminante, definitiva, mai banale in un tessuto di rime vere o dissimulate che s'inseguono con sapienza tattica. Un libro in cinque tempi che si snoda tra le cose della vita e le suggestioni di un sempre enigmatico interrogare» (Giovanni Tesio, «TorinoSette»)

Un testo importante è anche Il molosso di Tiziano Fratus, già recensito da personaggi autorevolissimi come anzitutto il celebre poeta Roberto Mussapi: «Il molosso di Tiziano Fratus rappresenta un momento importante nella nuova poesia italiana, un momento di svolta e insieme di ritorno» il grande critico Giorgio Bàrberi Squarotti, il quale ha per il libro « molta ammirazione per la ricchezza di invenzioni e descrizioni e visioni e per il ritmo originalissimo al tempo stesso ampio e armonioso», senza dimenticare il prestigioso Annuario di Poesia 2006 edito da Castelvecchi, in cui si afferma: «Questo libro stupisce per la misura del verso. Di primo acchito, sfogliando queste pagine, si rimane sorpresi proprio dall'abbondanza, dalla mole - è proprio il caso di dirlo - di queste poesie».

Notevole anche l’antologia Le carte tatuate. Dieci poeti torinesi dove Andrea Bonnin, Tiziana Catenazzo, Noemi Cuffia, Gessica Franco Carlevero, Sergio Garau, Eliana Deborah Langiu, Antonio Melillo, Marco Magnone, Giacomo Rossi Precerutti e il già citato Aleo, autori tutti esordienti, nati tra il 1968 e il 1982, danno uno spaccato della nuova linfa vitale in una sorta di officina artistica piemontesizzante.

Vi è infine la presenza, in collana, dei volumi di due giovani poetesse: il primo Tre ore di notte e un pezzo del mattino dell’astigiana Valentina Diana offre un’arte che Tesio giudica teatrabile, perchè «fatta di colloquialità, come se i movimenti dei suoi versi inseguissero i movimenti spontanei del cuore e della mente» Il secondo Frau della vercellese Francesca Tini Brunozzi risulta invece «Un fiume in piena che nella sua furia purificatrice così enunciata scalfisce e colora l’animo del lettore con versi a volte sensuali, ma più spesso intimi e narrativi, prima che introspettivi» (Gianluca Mercadante, «La Stampa»); in altre parole infatti «Le poesie di Francesca Tini Brunozzi sono piccoli ordigni a orologeria, nei quali, grazie all’uso continuo delle rime, sembra quasi di sentire il suono di un carillon. E la musica è la stessa che s’immagina verrebbe da un Giorgio Caproni incattivito, femmina e con tutti i conti della vita ancora aperti, amore e maternità compresi» (Silvio Bernelli, «Il Primo Amore»)

Torino Poesia in conclusione, dai festival alle edizioni, si è guadagnata subito un’enorme attenzione, poiché mancava nel panorama culturale un centro in grado di promuovere e credere ciecamente nelle potenzialità espressive della poesia scritta ed elaborata in loco, senza, come da antica usanza, attendere l’arrivo di acclamate voci da altre parti d’Italia o del mondo.

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