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7
luglio
2008, «Tribuna Novarese»
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QUEI
VERSI CON LA MUSICA DENTRO Alessandro
Barbaglia
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Domenica si è concluso ad Ameno il tour poetico di Gianni Marchetti
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NOVARA
– Quando si incontra un poeta si pensa
sempre che si stia per chiacchierare con una
specie in via d’estinzione, con un esemplare
di quelli che
si trovano solo nelle antologie
polverose dei libri di scuola, con una di
quella figure mitiche e precise che hanno sempre un sinonimo arcaico per ogni
parola che spendono.
Ecco,
Gianni Marchetti, lascia di sé e del suo
essere poeta, tutt’altra immagine: ha i
capelli bianchi, di un bianco che sa di
saggio, e pettinati in maniera creativa (c’è
chi direbbe spettinati, ma sono così per
l’effetto delle idee vorticose che gli
rimbalzano tra le tempie, non per l’assenza
di pettini), ha occhi azzurri vispi e
profondi, ma è quando parla e racconta di sé
che si sente tutta la vitalità esplosiva di
una poesia nuova che vive di suoni, ritmi e
forme di un’indomabile vivacità.
Gianni,
partiamo dalla notizia più clamorosa: il
mondo della critica poetica si è accorto di
te, e da marzo stai partecipando agli incontri
di poesia più importanti del paese. Sei stato
a Torino, al festival della poesia di Arezzo e
domenica hai partecipato all’Ameno blues
festival e, all’Osteria Santi Numi, hai
proposto la tua poesia innovativa, come
funziona? «A marzo 2008 – racconta -
la casa editrice Torino Poesia ha
pubblicato la mia raccolta di poesie Una donna
così, e da allora ho cominciato a partecipare
ai festival e alle letture pubbliche. Per
la mia poesia la performance live è
importante perché le letture sono sempre
accompagnate dalla musica. L’accompagnamento
musicale non diventa un sottofondo per la
lettura, ma si crea un vero e proprio dialogo
tra parole, ritmo e musica».
Si
può dire che la tua è una poesia jazz?
«La
mia è una poesia poco istituzionale, vive del
ritmo, dei suoni, dei giochi di parole, delle
continue deviazioni di significato che
sorprendono il lettore senza però mai farlo
sentire spiazzato. La creazione poetica è un
profondo flusso inconscio, ma poi è
necessario che trovi una forma, che viva di
una struttura.»
Nel
tuo caso il flusso creativo incontra la
struttura della musica jazz, che ne ricalca il
genere, forme e struttura. Il
titolo è particolare Una donna così,
però l’amore che tratti tu nei testi non è
un amore convenzionale, a che donna ti
riferisci?
«La
donna è il tema centrale del libro, o meglio
l’anima femminile con cui l’uomo deve
confrontarsi, questo è il cuore dei temi
delle poesie. Un
lato femminile che è altro da sé ma che
bisogna saper integrare e con il quale bisogna
saper convivere.»
E
poi c’è l’aspetto più ludico e lucido
della tua poesia, l’ironia, il gioco che si
fa poesia, il suono che si fa senso. C’è
più soddisfazione nello scrivere o nel sapere
che chi legge sarà soddisfatto del tuo
lavoro?
«Scrivere
- conclude - è sempre frutto di un bisogno
e di un piacere personale. Poi, spesso, quando
c’è la mia personale soddisfazione
compositiva, di rimbalzo anche il pubblico
rimane soddisfatto e divertito.»
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LE
POESIE
Una
donna così, Edizioni Torino Poesia,
Torino, 2008
Musica,
parole,ritmo e suono, il senso profondo anche
quando parte dal non senso. L’attenzione
all’inconscio personale,
all’introspezione, che anche quando si fa
dolore vive del ritmo e delle note leggere di
una musicalità straordinaria. La
parola si fa gioco e il gioco si fa poesia.
E’ lo stile davvero sorprendente delle
poesie di Una donna così, prima
raccolta di poesia di Gianni Marchetti, dove
ironia e profondità si tengono amichevolmente
per mano.
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I
RACCONTI
Francese
alle medie, Lampi di stampa, Milano, 2006
La
prima raccolta di racconti di Gianni Marchetti
Francese alle medie, è un fantastico
pellegrinaggio tra la creatività di stile,
ritmo e linguaggio più sfrenata. Ma la
grandezza di Marchetti è quella di comporre
sempre storie che, pur riuscendo comunque a
sorprendere il lettore, sanno tornare da dove
sono cominciate e chiudere un percorso
narrativo svelando anche i segreti più
inaspettati. Tanti personaggi tragicomici per
un epopea del quotidiano.
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